Protractor logo Protractor

Pendenze comuni dei tetti: tabella in gradi e percentuale

4 MIN DI LETTURA
PUBBLICATO AGOSTO 2026
Una squadra da carpentiere appoggiata su un puntone di legno durante la costruzione del tetto

Come si indica e si misura la pendenza del tetto

La pendenza del tetto è l’angolo della falda rispetto all’orizzontale. In Italia si esprime quasi sempre in percentuale — un «tetto al 35%» sale 35 cm ogni metro di sviluppo orizzontale — e in progettazione compaiono anche i gradi.

Le due indicazioni descrivono la stessa inclinazione. L’angolo in gradi si ottiene con arctan(dislivello ÷ base), la percentuale con (dislivello ÷ base) × 100. Sono solo unità diverse per la stessa ripidità, come una temperatura in Celsius o in Fahrenheit. Per il quadro completo sul perché siano intercambiabili, vedi gradi, percentuale e rapporto.

Pendenza del tetto come triangolo rettangolo: 100 unità di base alla base, 50 di dislivello sul lato, etichettato 50% e 26,6°

Tabella delle pendenze comuni

Ecco le pendenze che incontrerai più spesso, con l’angolo corrispondente e l’uso tipico.

PercentualeGradiUso tipico
5%≈ 2,9°Tetto piano, impermeabilizzazione continua
15%≈ 8,5°Tettoia, pensilina, bassa pendenza
25%≈ 14,0°Falda dolce con sottocopertura
30%≈ 16,7°Minimo consigliato per molti coppi
35%≈ 19,3°Pendenza tipica di un tetto a falde
45%≈ 24,2°Falda standard nelle zone piovose
60%≈ 31,0°Zone montane, scarico della neve
100%45°Tetto molto ripido, dislivello uguale alla base

Un riferimento utile da memorizzare è la riga finale: al 100% il dislivello è uguale alla base, quindi l’angolo è esattamente 45°. Nota che il 100% non è la verticale: significa solo che dislivello e base coincidono. Una parete davvero verticale avrebbe pendenza infinita, ed è uno dei motivi per cui la percentuale è un’unità scomoda per le superfici molto ripide.

Tetti piani e a bassa pendenza (sotto il 30%)

Tutto ciò che sta sotto circa il 5% è considerato tetto piano, anche se quasi nessun tetto è davvero orizzontale. Queste coperture scaricano l’acqua troppo lentamente perché un manto discontinuo possa reggere: si impermeabilizzano con membrane continue — bituminose, EPDM o sintetiche — e il tema centrale diventa lo smaltimento delle acque. Qui il nemico è il ristagno, non il vento.

Tra il 5% e il 30% si è in bassa pendenza. Coppi e tegole sono possibili, ma quasi sempre sotto la pendenza minima consigliata dal produttore, quindi servono accorgimenti aggiuntivi come una sottocopertura impermeabile continua. Sono pendenze comuni su tettoie, ampliamenti e architetture moderne, e si camminano senza particolari difficoltà.

Tetti standard e ripidi (dal 30% in su)

L’intervallo standard va da circa il 30% al 60%, cioè da 17° a 31°: ci rientra la gran parte dei tetti a falde italiani. Una falda al 45% (24,2°) sta nel mezzo ed è una scelta molto diffusa: abbastanza ripida da scaricare bene la pioggia, abbastanza dolce perché un posatore possa lavorarci con le dovute protezioni.

Oltre il 60% si entra nel territorio dei tetti ripidi, che salgono verso il 100% (45°) e oltre. Le forti pendenze scaricano neve e acqua con decisione, danno alla casa una sagoma tradizionale marcata e creano volume utile nel sottotetto. Il prezzo è la manodopera: oltre circa il 70% il tetto non è più percorribile liberamente e servono ponteggi, ganci o linee vita, il che fa salire il costo di ogni intervento.

Quattro sagome di case affiancate con tetti al 33%, al 50%, al 75% e al 100% di pendenza

Come misurare la pendenza del tuo tetto

Non devi indovinare in quale riga della tabella ricade il tuo tetto. Il metodo più diretto è appoggiare una livella in orizzontale contro un puntone o la falda, misurare una lunghezza fissa e poi misurare in verticale fino alla superficie: dislivello diviso base, per 100, dà la percentuale, e l’arcotangente dello stesso rapporto dà i gradi.

Se preferisci non salire, puoi leggere la pendenza da una foto o traguardarla dal giardino; lo spieghiamo in misurare la pendenza del tetto da terra. E una volta che hai un valore — gradi o percentuale — il nostro calcolo della pendenza del tetto converte subito negli altri, così non dovrai mai calcolare un’arcotangente a mano. Comunque tu lo rilevi, la tabella qui sopra ti dice che cosa significa quella pendenza e dove si usa.

Domande frequenti

Qual è la pendenza più comune per un tetto?

In Italia i tetti a falde con manto in tegole o coppi stanno di solito tra il 30% e il 45% (circa 17°–24°). In montagna, per scaricare la neve, si sale spesso oltre il 60%. Il valore giusto dipende soprattutto dal manto: ogni tipo di tegola ha una pendenza minima consigliata.

Quanti gradi sono il 50% di pendenza?

Il 50% corrisponde ad arctan(0,5) ≈ 26,57°. Percentuale e gradi non coincidono: il 100% è esattamente 45°, non 90°. La conversione è percentuale = tan(gradi) × 100.

Qual è la pendenza minima per un tetto in tegole?

La maggior parte dei produttori indica una pendenza minima tra il 30% e il 35% per coppi e tegole, a seconda del modello. Sotto quei valori il manto va posato solo con una sottocopertura impermeabile continua. Sotto il 5% si parla di tetto piano, che richiede una membrana impermeabilizzante invece di un manto discontinuo.

Come converto i gradi in percentuale?

Prendi la tangente dell’angolo e moltiplicala per 100. Per 33,69°, tan(33,69°) × 100 ≈ 66,7% di pendenza. Al contrario vale gradi = arctan(percentuale ÷ 100).

4.4
920+ recensioni

Misura ogni angolo,
direttamente dalla tasca.

Protractor trasforma il telefono in un misuratore di angoli, una livella e un inclinometro di precisione. Misura qualsiasi cosa, ovunque.

Scarica l’app